DAS, l’intramontabile CategoriesEducazione creativa

DAS, l’intramontabile

“Docile come la creta, leggera come la cartapesta, resistente come il bronzo, impermeabile come il vetro”

 

Così un cronista definiva il DAS sul quotidiano Il Tempo nel 1950.

Il DAS è una pasta sintetica a base minerale, molto simile nelle sue proprietà alla creta che ha, come caratteristica fondamentale, quella di indurire senza bisogno di cottura. Non solo: durante l’essicazione non subisce diminuzioni di volume, deformazioni o screpolature. Originariamente era venduto in polvere e sulla scatola sopra il nome in rosso campeggiava la scritta “tutti scultori”; solo in un secondo momento, nel 1966, fu commercializzato nella famosa confezione in panetti con il triangolo rosso. Era il “DAS PRONTO”.

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L’inventore di questa pasta per modellare fu Dario Sala; antiquario, ceramista, poeta, scrittore, europeista convinto e anche inventore. Nato a Como nel 1912 aveva un laboratorio negli anni Cinquanta nel centro del’abitato.

Sala arriva alla sua famosa pasta dopo lunghi e vari tentativi mischiando gesso, cemento, olio, aceto e acqua. Probabilmente cercava una pasta per completare o restaurare alcuni pezzi antichi oppure un materiale alternativo per le facce di satiro che modellava e che era costretto a portare a Camerlata per la cottura. Una lunga salita faticosa dopo la quale le sue opere, che erano trasportate con la bicicletta, erano sempre ammaccate o rovinate. Quando trova delle concentrazioni perfette si presenta all’ufficio brevetti a Milano, era il 18 novembre 1955. Così brevetta il marchio prendendo spunto da suo il nome, dalle sue iniziali Dario Sala, DAS. E inizia a commercializzare questa polvere magica.

Siamo nella seconda metà degli anni Cinquanta e Sala distribuisce consigli ai venditori, agli artisti e ai restauratori sia per lavorare il materiale che per colorarlo successivamente. La popolarità del prodotto aumenta notevolmente dopo la Fiera di Milano del 1960. Sala è premiato nella sezione “Piccole invenzioni”: Il nuovo materiale DAS viene descritto anche dal Times di Londra.

Nel 1962 è la Sidol, la stessa azienda che aveva inventato il Pongo a rilevarne il brevetto, e così si passò, dopo pochi anni, a produrlo e venderlo in panetti da un chilo e da mezzo chilo.
Negli anni Sessanta fu deciso, visto il grande successo dei prodotti modellabili con le mani, di creare una società dedicata ai prodotti come Pongo e DAS: la Adica Pongo.

L’industrializzazione del DAS fu molto complessa. Le macchine che furono realizzate erano lente e molto faticose da maneggiare; molti passaggi erano fatti ancora manualmente. In quei primi anni Sessanta ci volevano 16 persone che “sfornavano” (mai più un termine come questo è fuori luogo per questo prodotto!) solo sei panetti al minuto. Il prodotto finale era messo in confezioni sottovuoto perché l’unico problema della pasta è che con l’esposizione all’aria si seccava ed era impossibile rimodellarlo.

Ma grazie al successo planetario di questo prodotto l’impianto non fu più sufficiente. Così si studiò una nuova linea, questa volta completamente automatizzata, che riusciva, con il controllo di sole quattro persone, a produrre 22 panetti da chilo e 36 da mezzo chilo al minuto.

Solo così si riuscì a soddisfare la richiesta delle scuole ma anche degli adulti che volevano cimentarsi in una creatività tridimensionale.

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Nel 1994 FILA, Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, acquisisce la Società Adica Pongo e tutta la produzione di DAS, Pongo e Didò si sposta da Lastra a Signa allo stabilimento fiorentino storico di FILA in Via del Gignoro a Firenze. FILA consolida con investimenti produttivi e di ricerca e sviluppo tutti marchi di paste per modellare e integra nel tempo nuovi prodotti come il DAS Junior, pasta minerale colorata per bambini, il DAS Idea Mix, la pasta effetto marmorizzante da miscelare con DAS bianco e terracotta, e il DAS Smart, la pasta PVC in 47 colori da cuocere in forno oltre a tanti e diversi accessori per modellare.
Oggi il marchio DAS è venduto e conosciuto in tutto il mondo e ogni panetto ne dichiara con orgoglio l’origine e la tradizione italiana.