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Dentro l’Astuccio

Metti la penna nell’astuccio, l’assorbente nel quadernuccio, fa la punta alla matita e corri a scrivere la tua vita. (Gianni Rodari)

Quando si parla di astucci per la scuola sembra che questi siano da sempre gli stessi. In realtà negli anni, nei decenni, si sono modificati in maniera incredibile a seconda degli strumenti “di lavoro” che i ragazzi dovevano portare in classe. Lo scolaro di oggi ha a disposizione, per esprimere la propria creatività, una serie di prodotti molto vari che il suo omonimo degli anni Venti non si poteva neanche immaginare.

Quando è nata la FILA, nel 1920, l’astuccio classico era di legno e aveva normalmente tre scomparti con un coperchio che si apriva a slitta. Dello stesso modello in legno esisteva anche un modello più complesso, a due piani, con una parte che ruotava. In questo modo gli scomparti aumentavano diventando cinque o sei.

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Gli scomparti più importanti erano divisi tra pennini, le bacchette porta pennino, le gomme pane e le matite in grafite, normalmente di gradazione 2, oggi HB. In aggiunta alle matite in grafite FILA produceva anche i pastelli colorati in una versione ridotta – erano lunghi solo 7 centimetri – questi trovavano posto in quelli che venivano chiamati comunemente “corredi scolastici”.

I primi astucci a “borsetta”, in cuoio o in simil cuoio o in prodotti autarchici contenevano gli stessi attrezzi di quelli in legno a cui vennero aggiunti il righello (a sezione quadrata) lungo normalmente 15 centimetri e i primi temperamatite portatili, fatti con un tondino di ferro a U con le due estremità unite da una parte tagliente. Il così detto temperino a ghigliottina. Fino a quel tempo infatti le punte alle matite si facevano con i coltellini. Per quanto riguarda le gomme la classica gomma pane fu sostituita da gomme industriali; la FILA ai tempi non produceva ancora prodotti per cancellare e così in questi primi astucci odierni troviamo le gomme prodotte dalla Pirelli o da un’altra società italiana, la Gnocchi.

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Finita la Guerra negli anni Cinquanta due sono le novità fondamentali che troviamo nei nostri astucci: le penne a sfera e le matite colorate che si allungano e diventano della classica lunghezza delle matite in grafite – 18 centimetri – ; è il boom economico.

Così in breve scompaiono le scatoline in plastica che contenevano ancora i pennini e le bacchette porta pennini. Qualche astuccio di lusso prova a proporre le penne stilografiche ma il successo delle penne a sfera frena l’inserimento di ogni altro prodotto di scrittura.

La FILA oltre ad essere una delle prime importatrici e distributrici delle penne BIC in Italia incomincia anche a produrre delle proprie penne a sfera: le Plumita ad esempio hanno un ottimo successo. Accanto alle matite colorate (normalmente presenti negli astucci in dodici colori diversi) e alle matite in grafite ora il temperamatite è di plastica: è il nuovo temperamatite Giotto; l’astuccio che si chiude con una fibbia o per mezzo di un bottone automatico. Sembra proprio che l’astuccio abbia assunto una configurazione classica e duratura. Ma non è così!

L’astuccio è in continuo divenire sia esternamente con modelli in velluto, in Sky e in tessuto con firme di moda, sia internamente dove i pennarelli sono ritenuti indispensabili nei lavori scolastici. Sono i Turbo Giotto e i Giotto fibra che inizialmente si dividono lo spazio con le matite colorate. Così l’astuccio presto aumenta la dimensione e i due classici scomparti non bastano più. Sia i pennarelli che le matite colorate vengono divisi da scomparti dedicati solo a loro. Per le chiusure si abbandonano i bottoni automatici e i nuovi astucci hanno le cerniere mentre i righelli, ora in plastica, sono piatti lunghi 17 o 18 centimetri.

Le matite degli anni Settanta e Ottanta contengono linee di matite colorate prodotte esclusivamente per la scuola: sono le Giotto 1800 e dopo il 1976, le Giotto 1850 oppure le Elios, una linea economica di matite colorate che è ancora oggi presente a catalogo. Compaiono elastici per inserire il tubetto di colla, una piccola forbice e talvolta anche una lente d’ingrandimento. Anche nelle gomme troviamo un vasto assortimento: dalle gomme con forme e soggetti degli eroi dei cartoon televisivi fino a gomme che si impugnano come penne o a sbianchetti vari; oppure prodotti come Tratto Cancellik la penna a sfera cancellabile italiana ideata dalla FILA per le scuole elementari.

Se nei primi anni venti la Fabbrica Italiana Lapis ed Affini non fabbricava tutti gli strumenti presenti nel corredo scolastico dello scolaro, negli ultimi decenni la gamma degli “affini” rivolta al consumo scolastico potrebbe da sola completare ogni scomparto dell’astuccio. Non è un caso dunque che l’immagine scelta per rappresentare questi cento anni di storia sia una vecchia illustrazione di due bambini che vanno a scuola con i lapis FILA e le matite Giotto.