La mostra da vedere con i ragazzi: <br>Lasciami entrare, al MACRO TESTACCIO a Roma CategoriesLaboratori creativi

La mostra da vedere con i ragazzi:
Lasciami entrare, al MACRO TESTACCIO a Roma

Tra le diverse attività culturali da proporre quest’estate ai vostri figli vi segnaliamo la mostra Lasciami entrare dell’artista Alessandro Valeri, allestita fino al 24 luglio al MACRO TESTACCIO, di Roma.

La mostra costituisce l’ultima tappa di un viaggio iniziato dall’artista nel 2011 in un villaggio vicino a Nazareth, dove sorge un orfanotrofio che accoglie bambini senza alcuna distinzione di etnia o religione. Qui Valeri ha messo a disposizione il suo impegno e la sua arte per coinvolgere i piccoli in attività creative e raccogliere fondi per l’istituto.

Oltre ad avere modo di conoscere realtà diverse dalla propria, anche se molto vicine, i giovani visitatori della mostra potranno anche partecipare alle attività didattiche realizzate con il sostegno di F.I.L.A. e condotte dallo stesso artista: scoprite qui tutti i dettagli!

Migliaia-di-matite-colorate

Migliaia di matite per raccontare i sogni dei bambini

Nella mostra allestita al MACRO, l’elemento che forse più colpirà i giovani visitatori, ma non solo, saranno le quarantamila matite spezzate e posate sul pavimento per segnare il percorso, che culminerà in un’installazione di sicuro effetto: un vecchio banco di scuola sospeso nel vuoto per evocare il diritto all’istruzione, spesso negato, ma anche per raccontare i sogni e il desiderio di normalità dei piccoli ospiti della casa di accoglienza. Perché, a volte può bastare davvero poco per strappare un sorriso di felicità. Come per esempio, una macchina per lo zucchero filato.

 

Le attività didattiche per i ragazzi

Per spiegare il progetto ai più giovani, con un linguaggio per loro facilmente comprensibile, il MACRO ha organizzato alcune attività didattiche sul segno e sul colore che saranno condotte con la collaborazione dello stesso Alessandro Valeri.

I laboratori, gratuiti e rivolti a ragazzi dai 6 anni in poi, si terranno il 6 e il 13 luglio.

Per maggiori informazioni, potete consultare il sito della sezione didattica del MACRO TESTACCIO.

 

Il sostegno di F.I.L.A.

Da anni coinvolta nella promozione della cultura visiva, F.I.L.A. sostiene anche la mostra Lasciami entrare, fornendo le quarantamila matite utilizzate per l’installazione, oltre che il materiale delle attività didattiche.

 

Molto più di una semplice mostra

Lasciami entrare è molto di più di una semplice mostra. Si tratta infatti del tassello – per ora finale – di un progetto iniziato 5 anni fa a Tzippori (Sepphoris in greco antico) in Galilea, vicino a Nazareth. È lì che, all’interno di un moshav ebraico in una zona del paese prevalentemente abitata da arabi musulmani, un piccolo gruppo di suore dell’Ordine delle Figlie di Sant’Anna gestisce, con operatori cristiani, ebrei e musulmani, un orfanotrofio dove sono accolti bambini senza alcuna distinzione di etnia o religione. Nel 2011 Alessandro Valeri visita per la prima volta questa realtà e subito decide di dare un proprio contributo: torna laggiù varie volte, sempre più coinvolto in quell’oasi di affetti e lavoro. Attiva amici, conoscenti, scatta fotografie, registra suoni, fa riprese video, disegna con e per i bambini.

Nasce così SEPPHORIS, un progetto per sostenere le attività di un luogo speciale per la diversità culturale e religiosa che rappresenta. Da quel momento si susseguono diversi traguardi, mirati a raccogliere fondi per le attività della casa di accoglienza: nel 2015 la mostra ALESSANDRO VALERI SEPPHORIS ospitata come evento collaterale al Molino Stucky, in occasione della 56esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Successivamente il libro SEPPHORIS, in cui il progetto è narrato con testi e immagini.

Infine, l’ultimo passo, la mostra Lasciami entrare, attualmente allestita fino al 24 luglio, alla Pelanda, il caratteristico spazio di produzione culturale del MACRO Testaccio a Roma.

Qui, attraverso una nuova dimensione narrativa, la presenza dei bambini di Tzippori si fa via via più evidente e il loro mondo, fatto di sogni e speranze troppo spesso disilluse, viene raccontato attraverso un approccio visivo dove fotografia e pittura sono immerse in un’opera di Sound-Design.