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Matite Celebrative

La matita celebrativa è molto più in uso nei territori anglofoni che non nel nostro Paese. Se avete avuto la possibilità di visitare i mercatini inglesi o americani vi sarà capitato di trovare delle matite commemorative di incoronazioni o matrimoni di reali inglesi o di elezioni americane.

Da noi l’uso di queste matite, almeno fino alla seconda guerra mondiale, è stato fatto inizialmente per ricordare pagine importanti della nostra storia con matite a cui venivano dati nomi di battaglie particolarmente tragiche o eroiche. Così è possibile trovare le matite “Vittorio Veneto” o “Isonzo” ricordo dei fatti accaduti durante la Guerra 15/18 oppure matite che ricordano accadimenti nell’espansione durante il Ventennio fascista in Africa (Macallè, Tripoli, Africa Orientale).

Dagli anni Cinquanta in poi troviamo delle matite in occasione di campionati di calcio o di avvenimenti sportivi di grande interesse. Un esempio sono le matite FILA in occasione di Mondiali di Calcio come per l’edizione del 1986 con matite tutte differenti per le diverse squadre partecipanti oppure per le Olimpiadi.

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Tre invece sono le matite celebrative FILA prodotte per avvenimenti di questi ultimi anni. La prima viene commercializzata esclusivamente nel 2011 per la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità dello Stato Italiano; la matita Unita viene definita a seguito del concorso “Matitalia” nato tre anni prima, sponsorizzato da FILA, dalla rivista Abitare e dal Comitato Italia 150.

La scelta del progetto vincente tra le oltre duecento idee presentate cade sull’idea del designer veneziano Marco Zito e sulla sua matita formata da due sezioni diverse; una metà della classica matita tonda e la seconda come metà dell’altrettanto classica esagonale.

Il progetto iniziale prevedeva anche una diversificazione delle due metà con essenze di legno utilizzate diverse dal classico cedro come la betulla e il noce. Ma questo, oltre a far aumentare i costi di produzione avrebbe creato anche problematiche nell’operazione con il classico temperamatite che avrebbe lavorato in maniera diversa sulle due essenze. Si è così infine optato con un taglio diverso ed un diverso trattamento delle superfici delle due parti in modo che la parte del mezzo esagono risultasse più chiara. La matita è lasciata con legno a vista tranne per la coda laccata con i colori della bandiera italiana; la matita venne prodotta in un’unica gradazione, la HB.

La matita riprende, in parte e senza che il designer ne fosse a conoscenza, una matita che la FILA aveva prodotto nel suo primo decennio di vita. La matita “Il Tricolore” aveva infatti anch’essa la coda laccata con il colori della bandiera.

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Ne nasce un prodotto unico, di ottima qualità, con una confezione (per dodici matite) anch’essa molto originale eseguita totalmente in cartone. Matita e confezione quindi ecocompatibili; un filo rosso che unisce anche le altre due matite commemorative successive.

La seconda matita viene prodotta in occasione dell’EXPO di Milano del 2015. Una matita acquistabile in maniera singola o in confezione da tre elementi, in grafite e in legno di Cedro certificato proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile. La naturalità del legno e delle venature tipiche del cedro si anima con i personaggi colorati Foody, le mascotte di Expo 2015. In testa, immancabile, ritroviamo la bandiera italiana, a rimarcare l’italianità non solo della FILA ma anche di questa edizione dell’Esposizione Universale.

Arrivare ai 100 anni non è facile e riassumere una storia così lunga e piena di persone, di prodotti, di sogni è ancora più difficile. Cosa meglio di un oggetto sempre presente in questi ultimi cento anni di vita se non una matita?

Così per la celebrazione dei 100 anni di FILA si è pensato alla classica matita in grafite, al lapis, come era chiamato dai nostri nonni. Il nome “Lapis” è quello comunemente utilizzato per le matite in grafite fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale. In qualsiasi lavoro era indispensabile avere un lapis copiativo o normale; oppure un bicolore per far di conto o correggere una bozza, segnare o evidenziare un articolo a seconda dell’ importanza. Oggi abbiamo penne a sfera, marker, evidenziatori, scanner portatili. Eppure la matita, il lapis rimane sempre con noi.

Le matite create per l’occasione del Centenario, e commercializzate in numero di pezzi limitati e solo nel 2020, sono una matita in grafite, la Lapis Cento, in legno di cedro riciclato e una serie di pastelli colorati, le Giotto cento; entrambe di dimensioni leggermente più grandi di una matita normale (7,6 mm) con una mina di 3,8 millimetri.

Una matita che è attenta alla sostenibilità in quanto ogni pezzo è realizzato con un sistema di recupero del legno attraverso la tecnologia di incollaggio a pettine. Il risultato è una matita dove le naturali venature del legno cedro e l’effetto pettine rendono ogni pezzo speciale. Resistenti e facili da temperare grazie all’ottima qualità delle mine.