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MUS.E per Diario Creativo

Agenda 2030 ONU per lo Sviluppo Sostenibile. Obiettivo 4. Istruzione di qualità, nel segno della cultura.

Valentina Zucchi
Responsabile Mediazione e Valorizzazione MUS.E Firenze*

*Da anni FILA sostiene le attività culturali e laboratoriali che MUS.E – GIOTTO è il Colore Ufficiale di tutte le attività educational – propone a bambini, ragazzi e alle loro famiglie. Un percorso di crescita ed educazione creativa importante e consolidato.

Quello che segue è il terzo di tre contenuti speciali che MUS.E ha realizzato in esclusiva per Diario Creativo per condividere spunti, suggestioni e visioni sul ruolo dell’arte, della bellezza e della crescita consapevole delle nuove generazioni all’interno di un nuovo paradigma guidato dalla sostenibilità e dall’inclusione.

Ed eccoci a un altro obiettivo strategico per il futuro del pianeta: la formazione delle nuove generazioni. Una formazione che comincia nei primi mesi di vita – intensa, profonda, plasmante il nostro carattere e la nostra visione – e prosegue fino ai nostri ultimi istanti, accompagnando la nostra esistenza e modellandola grazie a conoscenze sempre nuove. Sì, perché accanto al percorso di educazione formale che tutti i bambini e i ragazzi intraprendono, si sviluppa un altrettanto importante percorso di educazione informale, che concorre a disegnare e arricchire la formazione di ognuno di noi, che amplia i nostri orizzonti e completa, in forma integrata e organica, l’apprendimento scolastico e universitario. Non è un caso che il concetto posto a fondamento sia definito “life-long learning”, apprendimento lungo tutta la vita, perché accompagna la nostra esistenza integrando saperi e competenze: ciò che impariamo da un viaggio, dall’incontro con una persona straniera, dai media, dalla lettura di un libro o da uno spettacolo teatrale – seppur non certificato o canonizzato – si inserisce in un tessuto cognitivo sempre più ampio e ricco.

Entro tale scenario un posto d’onore è occupato dal museo, che sin dall’età alessandrina si pone come straordinario collettore materiale delle evidenze e delle testimonianze dell’uomo e del mondo, luogo nel quale si offrono allo sguardo le testimonianze delle nostre civiltà, dalla nostra comparsa sul pianeta a oggi. “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.” Così riassume l’identità di un museo l’ICOM, International Council of Museums (che peraltro negli ultimi anni ha avviato un profondo dibattito sull’aggiornamento di questa definizione), evidenziando tanto il suo ruolo nel custodire tali testimonianze quanto il suo compito di presentarle alla società nel suo complesso “per scopi di studio, educazione e diletto”. Studio, educazione, diletto: tre termini chiave del percorso di ogni percorso di apprendimento, nel quale l’impegno (lo studio) si accompagna al piacere (il diletto, che nella sua etimologia mantiene il latino “diligere”, “amare”, “avere caro” e “avere cura”) e al percorso formativo (l’educazione). Perché, indugiando ancora un momento sulle etimologie, la parola “educare” rivela che si tratta di un vero e proprio percorso: “educere” è “condurre fuori”, implica un itinerario da una partenza a un arrivo, uno sviluppo da dentro a fuori.  Così, dall’antichità ai nostri giorni, il museo – a fianco della biblioteca, del teatro, e degli altri luoghi di cultura – si pone come luogo d’eccellenza di educazione informale: non ci sono obblighi di frequenza, non ci sono pagelle, ma in un museo si apprende. A tutte le età. Entro una cornice di generale benessere e piacere.

E di tutto questo MUS.E è profondamente convinta, tanto che uno dei nostri statement è il seguente: “Il nostro pubblico è il nostro tesoro: con i visitatori ci convinciamo ogni giorno che da un museo si esca un po’ ricchi di quando si è entrati”.  Una ricchezza immateriale – che non si conta in tempo, denaro, possesso – e che tuttavia è inestimabile, fa stare bene, emoziona, appaga, interroga e insieme risponde ai nostri aneliti di senso, suggerisce direzioni di sguardo.

 

Così, fra conservazione e valorizzazione, i musei del 2021 operano ogni giorno “al servizio della società e del suo sviluppo”, custodiscono opere e manufatti per le generazioni future e li presentano al pubblico come materia viva di conoscenza. Le testimonianze raccolte nei musei possono in effetti essere viste come eccezionali libri di testo, che nella loro unicità, straordinarietà e ricchezza invitano il pubblico – di ogni cultura, provenienza ed età – a intraprendere ulteriori e inesauribili percorsi di conoscenza. Percorsi di conoscenza che, come ogni tappa del nostro apprendimento, ci arricchiscono perché integrano il nostro sapere non soltanto degli altri, ma anche di noi stessi. Il confronto alterità – identità, intendendo con questo il confronto con civiltà del passato, con mondi lontani, con mentalità e linguaggi diversi ci aiuta ad ampliare i nostri orizzonti, ma anche a ridefinire il nostro modo di vedere e di vivere. La conoscenza di ciò che il nostro passato ci ha consegnato e di ciò che il nostro presente ci offre è una lente di singolare nitore per vedere in modo nuovo chi siamo e ciò che ci circonda. Ecco perché l’esperienza in un museo è così importante: combina elementi non solo culturali ma anche sociali, antropologici, filosofici, etici e civili, si offre come un castone prezioso entro la montatura della nostra conoscenza, in continua e incessante lavorazione.

Comprendiamo così come la mediazione e l’educazione nei musei siano azioni estremamente utili per la costruzione di un’istruzione di qualità che intesse la vita degli individui e delle comunità: il museo, luogo principe dell’educazione informale e dell’apprendimento permanente, può e deve aprirsi sempre di più a una dimensione formativa multiprospettica e multidisciplinare, aperta e accessibile – e non per questo meno profonda e complessa – entro la quale ciascuno, studente o anziano che sia, può cogliere spunti cognitivi sempre nuovi. Una dimensione che certamente si sviluppa privilegiatamente in presenza, nella forza di quell’esserci che coinvolge i sensi, il corpo, la mente, le emozioni, lo spirito, portando a vivere la cultura come esperienza organica e totale; ma che nel contempo si completa anche grazie alle potenzialità offerte di una solida infrastruttura digitale, che espande e include superando limiti fisici, spaziali, geografici. Le esperienze vissute in questi mesi, complice la pandemia, hanno permesso di comprenderne possibilità e sfide e hanno portato a una forte accelerazione e amplificazione delle azioni educative e culturali che si possono sviluppare anche a distanza, secondo registri indubbiamente distinti rispetto alla fruizione e alla relazione in presenza.

È questo l’impegno quotidiano di MUS.E che ogni giorno è sulla porta dei Musei Civici Fiorentini per accogliere, accompagnare e orientare il pubblico – dai bambini dei nidi fino agli anziani delle residenze sanitarie – nel percorso di conoscenza del patrimonio cittadino,  trasponendo anche nel mondo virtuale il proprio compito di avvicinamento alla cultura: perché, che si tratti di una modalità o di un’altra, la finalità è quella di rendere le collezioni dei musei fiorentini meravigliosi libri illustrati da guardare, da apprezzare, da studiare per un’autentica e continua “istruzione di qualità, equa ed inclusiva” che promuova “opportunità di apprendimento permanente per tutti”.

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