Premio GIOTTO La Matita delle Idee: impariamo a dare “nuova vita” al disegno. CategoriesPremi nazionali per le scuole

Premio GIOTTO La Matita delle Idee: impariamo a dare “nuova vita” al disegno.

È arrivato il momento di portare gli alunni alla scoperta di un’antica arte giapponese, il Kintsugi.
Leggete il quarto spunto, lasciatevi ispirare da questa incredibile tradizione “dell’aggiustare” e riproponetela ai vostri giovani creativi come esercizio per dare forma a oggetti completamente trasformati o collage unici nel loro genere.

In Giappone, dove tutto esiste, e dove tutto è assolutamente simbolo e segno, c’è un’arte che si chiama Kintsugi. È un’arte sottile e terapeutica perché con questo tipo di arte si imparano a curare le ferite.
Ha un grande valore simbolico, e viene usata per aggiustare tutte le cose rotte. È un lavoro che richiede pazienza, cura amorevole e dedizione. Le ferite degli oggetti provocate da traumini vengono ‘curate’ nel loro ricomporsi per dare una nuova vita all’oggetto stesso. Kintsugi o Boro Sashiko (arte del rammendo) sono oggi considerate arti come tali anche se arrivano da molto lontano.
I Giapponesi, distanti culturalmente dallo stile occidentale, tendono a non buttare nulla, nemmeno ciò che è rotto e la cura e la dedizione degli oggetti, per loro è quasi sacra. Ogni oggetto contiene la propria storia privata. Per questo l’arte del ‘ricucire’ o ‘dell’aggiustare’, o del ‘rammendare’, è di fondamentale importanza per dare il giusto valore alle cose, ad appropriarsi dei gesti che portano alla rigenerazione, e a fornire nuova vita agli oggetti stessi.

Rimettere insieme i propri cocci rotti, e farlo addirittura usando l’oro, la cosa più preziosa che ci sia, apre a un simbolico importantissimo, e non poteva che nascere in Giappone questo tipo di arte, un paese che ha vissuto grandi stravolgimenti sociali oltre a grandi devastazioni, e che ha grandi ferite da aggiustare.

Citiamo quest’arte perché potrebbe essere spunto per un gioco con i nostri bambini: facciamogli prendere un oggetto, un giocattolo rotto, un abito bucato o macchiato e iniziamo il lavoro di ricucitura. Aiutiamo a scegliere materiali pregiati per tappare, incollare, coprire. Se invece vogliamo ulteriormente semplificare: facciamogli realizzare un disegno, e poi, una volta strappato, facciamolo ricucire, o … incollare, o trasformare in un collage completamente diverso, per simulare una nuova vita al disegno stesso.
È un laboratorio che non ha grandi pretese di tecnicismi, ma per loro può essere un interessante spunto per parlare di ferite vere, di cicatrici, di difficoltà superate e vinte, e del valore fondamentale di tutte le cose che ci appartengono. E che, dopo un evento, possono trasformarsi, e anche se non conserveranno la propria integrità, tornare nuovamente far parte della nostra vita.

Vi ricordiamo che il termine per la consegna degli elaborati del Premio GIOTTO La matita delle idee “Cento di questi anni” è stato posticipato al 25 febbraio.
Non perdete i prossimi aggiornamenti su questa edizione.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito lamatitadelleidee.fila.it o scrivere a info@premiolyra.it oppure chiamare il numero verde gratuito 800452662