RiciclArte: fare arte con gli oggetti di riciclo CategoriesEducazione creativa

RiciclArte: fare arte con gli oggetti di riciclo

Perché non approfittare delle vacanze per avvicinare ancora di più i ragazzi a temi di grande attualità come il riciclo e la sostenibilità? Magari attraverso divertenti attività creative per far capire ai più piccoli che con gli oggetti di scarto è possibile anche fare arte. Come? Scopritelo insieme a Diario Creativo: nelle prossime settimane troverete idee e suggerimenti per dare vita a piccoli capolavori partendo da materiali inutilizzati come tessuti, plastica, carta, tappi di sughero e tanto altro ancora!

L’arte di stampare… con le lattine

Nell’era del digitale, potremmo approfittare delle lattine di riciclo per far scoprire ai ragazzi metodi alternativi alla stampa laser. Potremmo infatti divertirci a realizzare un rullo artigianale e sperimentare così il processo di stampa in rilievo, inventato nel X secolo d.C in Cina, con la xilografia, ma oggi ancora utilizzato dall’industria tipografica (ovviamente modernizzato!).

Lo strumento ideale per creare scenografiche opere d’arte astratte, ma anche originali carte regalo!

Cosa serve

Come procedere

1. Laviamo e asciughiamo con cura la lattina.

2. Copriamo la superficie di lavoro con la carta di giornale, per non sporcare.

3. Tagliamo la corda in parti di circa 10 cm l’una.

4. Spennelliamo la colla con il pennellino su tutta la superficie cilindrica della lattina.

5. Avvolgiamo ora la lattina con i pezzi di corda e nastri di pizzo. Il consiglio: per un maggiore effetto creativo, possiamo applicare il pezzo di corda a onde, vediamo come nell’esempio.

6. Lasciamo asciugare la colla per circa mezz’ora

7. Nel frattempo, prepariamo il colore a tempera sulla tavolozza, stendendolo una superficie quanto più ampia possibile.

8. Passiamo la latta nel colore, adagiamola su foglio da disegno e facciamola rotolare premendola con entrambe le mani, in modo che la corda ricoperta di colore lasci la propria impronta. Passiamo pure più volte, cambiando magari anche verso e colore, per dare vita a un suggestivo effetto etnico.

9. Lasciamo asciugare, ed ecco pronta la nostra opera d’arte astratta!

La variante: effetto timbro

In alternativa alla corda, potremmo applicare alla lattina delle sagome in rilievo, ritagliate magari da una vecchia spugna o da un pezzo di gommapiuma, per creare tanti timbri colorati.

Come fare

1. Procuriamoci vecchie spugne di riciclo (oppure un pezzo inutilizzato di gommapiuma) e disegniamo su di esse alcune 3 o 4 forme di diverse dimensioni (per esempio cuori, stelle, fiori, oppure le lettere dell’alfabeto).

2. Ritagliamo le forme ottenute (con la supervisione di un adulto) e incolliamole sulla lattina.

Il consiglio: per riutilizzare la lattina per altre stampe con altre sagome, possiamo ricoprirla con nastro carta adesivo (come nell’esempio), su cui applicheremo le formine. In questo modo basterà levare il nastro per togliere anche le sagome e sostituirle con altre.

3. Immergiamo nel colore la lattina con le sagome e procediamo come nell’esercizio precedente, passandola sul foglio. Possiamo anche cambiare colori o mixarli: otterremo allegri motivi decorativi, perfetti per personalizzare la copertina di un quaderno o di un libro di scuola o anche per creare originali quadri per la cameretta.

Spunto educativo

Questo gioco semplice e divertente può offrire l’occasione per fare insieme ai ragazzi una breve ricerca sull’invenzione della stampa e sui diversi metodi utilizzati nella storia.
Sarà per esempio interessante scoprire come la differenza principale tra le varie tecniche consista nel modo in cui la matrice trasporta il colore sul foglio.
La stampa a rilievo utilizzata nel nostro esperimento (la matrice è la lattina, che lascia sul foglio il colore grazie alle corde in rilievo) è stata infatti nei secoli in svariati processi, tra cui citiamo:

  • la xilografia orientale (a partire dal X secolo), che imprime il colore attraverso una matrice in legno (piana o a rullo) scolpita. Nella foto, una xilografia giapponese.
  • la stampa tipografica con caratteri mobili introdotta nel 1455 dal tedesco Johannes Gutemberg. una tecnica innovativa perché, pur basandosi sempre sul metodo a rilievo, permetteva di comporre ogni volta pagine diverse, riutilizzando e spostando all’occorrenza i vari caratteri.

 

Altre tecniche utilizzano invece la stampa in cavo, o calcografia: la matrice è incisa, in modo che il colore venga depositato solo negli incavi e da lì trasferito sulla carta. Tra i principali metodi calcografici si ricordano:

  • l’acquaforte, introdotta come tecnica artistica all’inizio del XVI secolo, consiste nel corrodere con un acido una matrice di zinco, per ricavarne immagini da stampare su carta;
  • il bulino, tecnica impiegata dagli artisti fiamminghi del Quattrocento, che prende il nome dall’omonimo utensile, un piccolo scalpello usato per incidere la matrice.
  • la puntasecca, come il bulino, molto apprezzata nel Quattrocento in Olanda, soprattutto da Rembrandt (nella foto, la sua celebre opera “I tre alberi”). Anche in questo caso il nome deriva dallo strumento, una punta metallica utilizzata per incidere la matrice.
  • la rotocalcografia, inventata nel 1895 dal fotografo e illustratore boemo Karel Václav Klíč, diffusa a livello industriale a partire dalla metà del XX secolo e ancorar oggi molto utilizzata. La matrice è costituita da un rullo metallico coperto da un sottile strato di rame su cui è inciso (attraverso un processo chimico) il soggetto da stampare. Le aree incise vengono quindi inchiostrate, in modo che stampino direttamente sulla carta. Si tratta di un procedimento versatile, veloce ed economico, impiegato soprattutto nella stampa dei periodici a larga diffusione, tanto che in Italia il termine “rotocalco” è diventato sinonimo di rivista di attualità.

Infine, se il soggetto sulla matrice è definito sullo stesso piano, senza parti incise o in rilievo, si parla di stampa in piano. Tra le principali tecniche che utilizzano questo metodo:

  • la litografia, che letteralmente significa “stampa su pietra”. E’ un processo inventato nel 1796 dall’austriaco Alois Senefelder: il soggetto da stampare viene disegnato con una apposita matita grassa su una pietra che, opportunamente levigata, ha la peculiarità di trattenere nelle parti non disegnate un sottile velo d’acqua. L’inchiostro viene così respinto dalle parti bagnate e trattenuto dalle parti grasse, definite con la matita.
  • la stampa offset, inventata nel XX secolo e utilizzata tutt’oggi. Questa tecnica utilizza come matrice un sottile foglio di alluminio che, opportunamente trattato, assume le stesse caratteristiche della pietra litografica. La grande differenza consiste nel fatto che la stampa non avviene direttamente dalla matrice metallica sul foglio di carta, ma attraverso un tessuto gommato (il cosiddetto caucciù), che raccoglie l’immagine inchiostrata dalla matrice e la trasferisce sulla carta, garantendo una definizione ottimale dell’immagine.

 

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Tutti artisti con lo spazzolino da denti

In linea generale i dentisti consigliano di sostituire lo spazzolino da denti al massimo ogni 2 mesi, per evitare l’eccessiva usura delle setole: invece di buttarlo, dopo averlo opportunamente lavato e igienizzato, potremmo però riciclarlo come utile strumento creativo, per realizzare decorazioni, biglietti d’auguri e magari anche per personalizzare vecchi oggetti. Come? Con la tecnica dello spruzzo!

Cosa serve

  • 1 cartoncino leggero da riciclo (per esempio la confezione dei cereali, il vassoio delle merendine, l’involucro del tonno sott’olio, ecc…)
  • una matita GIOTTO HB2
  • un taglierino e, dove necessario, un paio di forbici con la punta (in ogni caso li utilizzerà un adulto)
  • Album GIOTTO Disegno 4 con fogli di carta ruvida da 224 g/m2
  • 1 Grembiulino Giotto
  • fogli di carta da giornale o da pacchi per proteggere le superfici circostanti dagli schizzi di colore
  • Tempera pronta in flacone
  • un piattino o un coperchio di plastica o metallo da utilizzare come tavolozza
  • 1 spazzolino usato, con le setole consunte

Come procedere

  1. 1Il primo passo sarà quello di creare la sagoma dell’oggetto che intendiamo rappresentare (per esempio un fiore, un cuore, una farfalla, un sole…): disegniamolo sul cartoncino da riciclo e poi ritagliamolo. Usiamo il taglierino per le forme più piccole e con particolari molto dettagliati, come questo fiore; mentre per figure più grandi e senza dettagli, come per esempio un cerchio, il contorno di una mano o un cuore, sono sufficienti le forbici. ATTENZIONE: in questa fase è necessaria la supervisione dell’adulto.

 

 

Un consiglio: se ritagliamo la figura intera senza interruzioni, otterremo due sagome utili per rappresentare l’oggetto sia in positivo che in negativo (l’interno e l’esterno).

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2. Prima di iniziare a dipingere, è opportuno indossare i grembiuli da lavoro e ricoprire con i vecchi giornali il tavolo o il pavimento.

3. Appoggiamo la sagoma sul foglio da disegno (magari fissandola anche con del nastro adesivo).

4. Versiamo il colore scelto sulla tavolozza e intingiamo lo spazzolino.

5. Impugniamo lo spazzolino e con l’altra mano passiamo lentamente un dito sulle setole e dando leggeri colpetti, in modo da far depositare leggeri spruzzi di colore sul foglio, fino a formare la figura desiderata.

6. Lasciamo poi asciugare per una decina di minuti e poi solleviamo la sagoma.

Non preoccupiamoci se gli schizzi appariranno irregolari, perché conferiranno un originale “effetto graffito” alla nostra creazione, come vediamo nell’esempio.

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7. Potremo divertirci a riprodurre più soggetti, o lo stesso soggetto, in più colori e realizzare bigliettini augurali di buon anniversario o buon compleanno. Per variare colore basterà lavare lo spazzolino sotto acqua corrente, per eliminare i residui di tempera. Oppure, per un originale effetto multicolor, potremmo stendere sulla tavolozza due o più colori, intingendovi alternativamente lo spazzolino.

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L’idea in più

Con la tecnica a spruzzo possiamo divertirci a decorare anche magliette, zaini, borse, ma anche  piatti e tazze: basterà utilizzare del colore specifico per tessuti, come GIOTTO Decor Acrylic – Effetto Matt.

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Fare arte con la carta da riciclo

Un modo creativo e divertente per riciclare vecchi quotidiani, riviste già lette, opuscoli pubblicitari e fogli ormai inutilizzabili? Coinvolgiamo i ragazzi nella creazione di variopinte opere d’arte, cimentandoci con la tecnica del mosaico: semplice e perfetta per i bambini più piccoli, quest’attività può essere svolta anche con i più grandi, invitandoli a finalizzare il lavoro con l’utilizzo dell’acquerello.

Cosa serve

Come procedere

  1. Prima di tutto, eseguiamo con la matita la bozza del disegno che intendiamo realizzare. A noi la scelta, non c’è limite alla fantasia: un paesaggio naturale, il nostro animale preferito, una scena urbana, una natura morta…

Se cerchiamo qualche spunto, potrebbero esserci d’ispirazione i lavori realizzati dalle scuole che hanno partecipato all’edizione 2017-2018 del Premio LYRA. Ecco una piccola selezione:

“Paesaggio3 3B”

Querini

Istituto Comprensivo “Francesco Querini” di Mestre (VE)

Pignatelli

“Vaso con chitarra “
Istituto Comprensivo Pignatelli di Grottaglie (TA)

Loano-Boissano

“Paesaggio ligure “

Istituto Comprensivo I.C. Loano-Boissano di Loano (SV)

I-Mille

“Il grande albero”

Istituto Comprensivo “I Mille” di Bergamo

2. Una volta eseguito il disegno, realizziamo le tesserine del mosaico: ritagliamole dai giornali e dalla carta di riciclo, scegliendo con cura i diversi colori (per esempio, se abbiamo disegnato un albero, ritaglieremo soggetti sui toni del marrone per il tronco, del verde per la chioma e così via).

Variamo la forma e le dimensioni delle tesserine, alternando triangoli, quadrati e rettangoli. Per procedere più velocemente si consiglia di tagliare prima striscioline larghe 1 – 2 cm (la lunghezza è a piacere), da ridurre poi in quadratini, rettangoli e triangoli, secondo le specificità del soggetto realizzato.

Un consiglio: per un maggior effetto cromatico, scegliamo carte di diverso tipo e provenienza (così, per esempio, l’azzurro del cielo non sarà uniforme ma presenterà suggestive sfumature).

3. Dopo aver ritagliato un discreto numero di tessere, incolliamole sul disegno, ricoprendo le diverse parti.

Un consiglio: non aspettiamo di aver ritagliato tutte le tessere, per procedere con la fase di incollaggio. In questo modo potremo renderci conto di quanta altra carta ci servirà per completare il lavoro, evitando eventuali sprechi.

De_amicis4. Quando avremo ricoperto con le tessere tutto il disegno, potremmo personalizzarlo con gli acquerelli effetto glitter e metal, come fatto in dagli alunni dall’Istituto Comprensivo “E. De Amicis” di Floridia (SR), nell’opera La passione per la natura, realizzata sempre per il Premio LYRA ed. 2017-18.

Lo spunto educativo

Potremmo approfittare di questo semplice laboratorio creativo per illustrare ai ragazzi la tecnica del mosaico, spesso utilizzata nella storia dell’arte, a partire dai Sumeri (nel 3000 a.C. circa) fino al Liberty, passando per il periodo ellenistico, romano e bizantino: in questo periodo di vacanze potremmo avere addirittura l’occasione di ammirare dal vivo alcune di queste opere d’arte!

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L’abito… fa il quadro

Il bello dell’arte è che permette di scatenare la fantasia e di utilizzare tanti e diversi materiali, anche mixandoli tra loro. Per esempio, abbiamo mai pensato che si potrebbe realizzare un quadro con i tessuti di riciclo? L’estate può essere l’occasione giusta per coinvolgere anche i più piccoli in questo divertente esperimento artistico: potremmo approfittare del maggiore tempo a disposizione per scatenare la fantasia e provare a dare nuova vita a stoffe e abiti ormai inutilizzabili, per creare originali e colorati quadri in rilievo. Magari potremmo ispirarci anche ai lavori di famosi artisti!

Cosa ci serve

  • indumenti inutilizzati, vecchie camicie, t-shirt, jeans strappati, foulard, calzini, …
  • un paio di forbici;
  • carta bianca come GIOTTO Album Kids da 200 g/m2 in formato A4 o A3. Oppure, se i tessuti a disposizione hanno colori sgargianti, potremmo giocare con i contrasti e puntare su un cartoncino nero come GIOTTO Album Kids da 220 g/m2.
  • colla vinilica come GIOTTO Vinilik (per i tessuti)
  • colla GIOTTO Bricolage nel caso volessimo fissare anche dettagli più pesanti come bottoni o altre decorazioni.
  • pennarelli per tessuti come GIOTTO Decor Textile o, in alternativa, tempere come GIOTTO Decor Acrylic – Effetto Matt, perfette per cartoncino, cuoio, tessuti.

Ecco come fare

1. Pensiamo alla scena che vorremmo realizzare: un paesaggio naturale, oppure dei volti, la nostra famiglia o perché no, potremo anche decidere di riprodurre un grande capolavoro dell’arte.

Se cerchiamo spunti, potremmo lasciarci ispirare dall’opera di Enrico Baj (1924-2013), il celebre artista italiano che nella seconda metà del ‘900 divenne famoso per le sue opere realizzate con tessuti e materiali di recupero.

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Oppure, potremmo prendere esempio dalle immagini dell’inglese Lauren Child (1965 – ), nota per aver ideato le avventure di Charlie e Lola, Clarice Bean e altre spassose storie per ragazzi, illustrate con una tecnica che mixa texture e grafica.

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Naturalmente queste sono solo alcune idee… potremmo prenderle come esempio, per pensare alle scene che più ci piacciono: una casa con il tetto fatto in jeans, un giardino con tanti alberi e i bottoni che simulano i frutti, non c’è limite alla fantasia!

 2. Una volta deciso cosa realizzare, disegniamo le diverse figure sui tessuti. Per esempio, tracciamo una forma ovale per realizzare un viso, una forma triangolare per rappresentare un abito o il tetto di una casa, un rettangolo lungo e stretto per il tronco dell’albero, ecc…

Un consiglio: cerchiamo di scegliere colori e motivi molto diversi tra loro, l’effetto finale sarà ancora più sorprendente!

3. Quando avremo terminato di disegnare le diverse forme, ritagliamole e componiamo la scena desiderata sul cartoncino, senza incollare: se saremo soddisfatti del risultato, allora potremo procedere a fissare gli elementi, con i diversi tipi di colla indicati sopra;

 4. Utilizziamo infine i pennarelli o le tempere per rifinire i dettagli (per esempio: gli occhi, i capelli, il fumo che esce di comignoli, ecc…);

 5. Una volta terminato il quadro, potremmo incollarvi un nastrino sul retro, per appenderlo in cameretta, in cucina, o magari regalarlo ai nonni, agli zii o ai nostri amici!

>>> Spunto didattico: ora che il nostro piccolo capolavoro in 3d è completato, con i ragazzi possiamo riflettere su come i vari materiali possano produrre sensazioni diverse al tatto e differenti effetti cromatici.