Tempere ed acquerelli. Campiture di colore e velature. CategoriesEducazione creativa

Tempere ed acquerelli. Campiture di colore e velature.

“Avete fatto voi questo orrore, Maestro?” “No è opera vostra.”

Così si narra del dialogo tra l’ambasciatore nazista in Francia e Pablo Picasso di fronte a “Guernica” una tempera, opera dell’artista di 8 metri per 3 metri e mezzo.
Quando parliamo di tempere pensiamo sempre alla tecnica utilizzata dai grandi artisti fino al Quattrocento e ai classici tubetti contenuti in una valigetta o in un astuccio di plastica; normalmente tralasciamo che questo tipo di colori, ancora oggi, è la tecnica preferita da tantissimi artisti anche contemporanei, per opere di grandi e grandissime dimensioni oltre ad affascinare bambini e ragazzi da generazioni e confermandosi il primo vero approccio alla pittura e all’arte,

Se dunque Dario Fo ha ricordato in diverse interviste quando a 4 anni uno zio gli regalò una valigetta piena di colori a tempera non è un caso allora trovare ancora oggi, nel catalogo FILA, le confezioni di tubetti tempera extra fine Giotto o le tempere pronte all’uso, già miscelate e inserite in flaconi destinate alle scuole materne ed elementari.

Con i colori a tempera la FILA, che li ha avuti in catalogo dagli anni Cinquanta, giocava in casa. Gli etruschi, infatti, utilizzavano i colori a tempera per decorare le proprie tombe. Sono le pitture a tempera più antiche che sono arrivate a noi anche se si sa che anche i Greci utilizzavano questo tipo di colori con la tecnica dell’encausto cioè utilizzando dei pigmenti colorati mischiati con della cera fusa.

Colori a tempera Giotto 31 x14 x2,5

Sì perché la tempera in origine era un colore determinato dall’aver mischiato i pigmenti con uova o con caseina, con colle animali o gomme vegetali. Il termine tempera deriva dall’italiano arcaico “tempra” con il quale ci si riferiva al tipico movimento per mescolare vari ingredienti.

Il vantaggio di utilizzare questi prodotti è quello della rapidità di asciugatura e, grazie al fatto di essere a base di acqua, di essere diluibili facilmente e di poter creare sfumature tramite mescole e usando i colori di taglio: il bianco e il nero.

colori a tempera Giotto 23 x15, 5 x3

Negli anni Ottanta la famiglia dei colori a tempera FILA, sempre sotto il marchio Giotto, aumenta la gamma dei prodotti anche per i giovanissimi: i colori a dita. Questi riprendono una delle prime tecniche creative di rappresentazione dell’umanità: colorare e disegnare con le dita e rappresentano il primissimo approccio all’espressione creativa. I colori a dita Giotto sono tra i prodotti più utilizzati fin dalla scuola dell’infanzia, non solo rappresentano un primo approccio alla pittura ma sono un’esperienza sensoriale, visiva e tattile importante che contribuisce allo sviluppo psico-motorio e cognitivo.

La tecnica della pittura ad acquerello, invece, è da sempre nel catalogo FILA, inizialmente in confezioni a tubetto e in seguito in pastiglie o godet e nelle classiche matite acquerellabili, dove le mine sono formulate per rilasciare il pigmento sul foglio a contatto con l’acqua.

Anche l’acquerello è composto sostanzialmente da uno o più pigmenti combinati o in sospensione in una sostanza legante, in genere gomma arabica o gomma di Kordofan.

Questa tecnica è particolarmente amata per l’effetto esclusivo, quasi onirico, di catturare la luce. Un risultato che si può rendere solo con un colore che progressivamente diluito diventa impalpabile creando vere e proprie velature.

Due artisti amanti e grandi conoscitori di questa tecnica ci spiegano la particolarità dell’uso dell’acquerello. William Tillyer: “Spesso penso all’acquerello come a una serie di vetrate colorate, all’estremità delle quali la luce del giorno traspare.” Mentre l’artista belga Folon in una intervista al Corriere della Sera del 18 dicembre 1985 parlava di come “l’occhio ha più possibilità di attraversare l’immagine. Il segreto dell’acquerello è che ci vuole poco colore e molta acqua. Perché sembri sempre umido come una cosa vivente”.

Una tecnica che può sembrare semplice anche se non lo è ma che una volta capita può farti dimenticare tutte gli altri modi di far uscire la nostra creatività. E’ il caso del famoso fotografo Henry Cartier Bresson che abbandonò la fotografia, che l’aveva reso ricco e famoso, per dedicarsi, negli ultimi trenta anni di vita, all’acquerello. Un modo meno veloce, rispetto al fotografare, di racchiudere un istante in un’immagine. Più meditato, forse anche per la sua età, di ribellione ai ritmi della vita moderna; Colori FILA e tecniche di pittura differenti, dunque per ogni età.