Come vivremo insieme? L’arte ci apre al futuro CategoriesPensiero creativo

Come vivremo insieme? L’arte ci apre al futuro

Valentina Zucchi
Responsabile Mediazione e Valorizzazione MUS.E Firenze*

*Da anni FILA sostiene le attività culturali e laboratoriali che MUS.E – GIOTTO è il Colore Ufficiale di tutte le attività educational – propone a bambini, ragazzi e alle loro famiglie. Un percorso di crescita ed educazione creativa importante e consolidato.
Quello che segue è il primo di tre contenuti speciali che MUS.E ha realizzato in esclusiva per Diario Creativo per condividere spunti, suggestioni e visioni sul ruolo dell’arte, della bellezza e della crescita consapevole delle nuove generazioni all’interno di un nuovo paradigma guidato dalla sostenibilità.

Dopo la Biennale Arte del 2019 – di cui GIOTTO è stato prezioso e convinto sostenitore, come nelle precedenti edizioni – e il silenzio di un anno pandemico, l’estate 2021 ci ha offerto la Biennale di Architettura di Venezia, a cura di Hashim Sarkis e con un titolo che fa riflettere: How will we live together? Come vivremo insieme? Come riusciremo a co-esistere e a co-abitare sul pianeta, esseri umani, animali e vegetali, fra i quattro elementi del mondo? Le strade suggerite dagli architetti in Biennale sono molteplici, ma tutte sottendono una rinnovata forma di relazione tra individui, luoghi e natura, invitandoci “a immaginare spazi nei quali vivere generosamente insieme”: vivere generosamente, vivere insieme.
In effetti, da qualche tempo, le pagine dei quotidiani e i palinsesti dei telegiornali non mancano di inserire quotidianamente le notizie più rilevanti intorno al clima, al pianeta e all’ambiente; e se fino a un decennio fa la parola “sostenibilità” era considerato un termine tecnico, oggi – diventato parola d’ordine per il nostro futuro – permea le comunicazioni di tutto il pianeta. Come spiega ai più piccoli Rossella Köhler, nel suo bel libro Possiamo cambiare il mondo (Mondadori, 2021), “sostenibilità è la capacità di raggiungere lo sviluppo economico senza danneggiare l’ambiente e compromettere le risorse della Terra, che devono restare disponibili per le generazioni future.” Necessario e urgente è il cambiamento di un paradigma collettivo, che costruisca una dimensione più equilibrata e più autentica del nostro essere sulla terra. Senza fermarci agli errori del passato, con lo sguardo rivolto al futuro, piccoli e grandi di ogni continente e di ogni paese sono chiamati ad assumere una nuova prospettiva, costruendo – giorno dopo giorno, fianco a fianco, a tutti i livelli – un rinnovato scenario, nel quale i parametri fin qui assunti siano adeguati, se non sovvertiti. È per questo che l’ONU ha messo a punto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, “un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri”. Diciassette obiettivi generali,“universali, indivisibili, rivoluzionari”, da raggiungere entro il 2030: non è poco.

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L’Agenda 2030 riguarda ognuno di noi, per i prossimi dieci anni: ci permette di muoverci nel presente e di avere un futuro. Intesse le nostre azioni, le nostre giornate, le nostre vite e quelle dei nostri figli e nipoti. È una possibilità: ci spiega come il modello nel quale viviamo sia insostenibile e ci offre la strada per rinnovarlo, cercando un equilibrio ambientale, economico e sociale. L’Agenda 2030 parla di acqua, di luce, di cibo, di alberi e di animali, di città, di salute, di scuola e di lavoro, di clima e di rifiuti, di uguaglianza e di pace, di oceani e di terre; l’Agenda 2030 vale per tutti: ognuno deve fare la sua parte. Come ci insegna Jahkil, un bambino di Chicago che a otto anni ha avuto la forza di avviare un progetto per i senza-tetto: “quando parlo con altri bambini dico sempre di non aspetta-re di diventare adulti per essere grandi, si può essere fantastici anche da piccoli!”
Non è quindi un caso che un giovanissimo artista tedesco, di nome Leon Löwentraut, classe 1998, a vent’anni sia stato chiamato a lavorare proprio su questi 17 obiettivi (in inglese si chiamano Global Goals), reinterpretandoli grazie all’arte. Ne sono nati diciassette grandi dipinti in acrilico, vivaci, energici, per metà concreti e per metà astratti, che catturano il nostro sguardo e ci invitano a un viaggio a occhi spalancati. Il colore, denso e squillante, è in effetti la matrice di figure e di forme particolarmente espressive, che si muovono libere sulla tela dando vita a scenari suggestivi e potenti: l’artista – che guarda con ammirazione a Picasso, a Warhol e a Basquiat – “catapulta nei suoi lavori un’inebriante libertà figurativa” grazie al suo linguaggio sintetico, pervasivo e dinamico, denso di ritmo e di energia.
Realizzati nel 2018 per la campagna #Art4GlobalGoals, in collaborazione con UNESCO, Fondazione You e Geuer & Geuer Art, i dipinti hanno viaggiato fra Parigi, Berlino, San Pietroburgo per giungere poi a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi: qui sono stati esposti al grande pubblico nazionale e internazionale per offrire nuovi spunti di riflessione e di indagine sul nostro prossimo futuro. Perché, guardando le sue opere, sembra davvero di superare il 2030 e di vivere in un mondo più equilibrato e più giusto.
Con Leon Löwentraut gli Obiettivi globali diventano così Immagini globali, icone contemporanee e potenti di un sentire comune. E questo, in effetti, è il compito e il potere dell’arte, della cultura e dei musei tutti: offrire punti di vista e spunti di riflessione sul nostro essere-nel-mondo rinnovando l’invito a sentirci parte di ciò che ci circonda e a immaginare nuovi scenari. Certo, grazie all’arte non salveremo gli oceani o fermeremo le povertà, ma acquisiremo uno sguardo più largo e più profondo, che ci permetterà di essere cittadini più sensibili, più attenti e più pronti, aperti a un futuro che diventerà possibile. Per vivere, appunto più “generosamente insieme” sulla Terra.

La mostra fiorentina, sostenuta dall’UNESCO e patrocinata dal Ministero per la Cooperazione Economica e dello Sviluppo della Repubblica Federale Tedesca (BMZ), è stata patrocinata da Città Metropolitana di Firenze, ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e Ambasciata della Repubblica Federale di Germania-Roma, in collaborazione con il Comune di Firenze, e organizzata da MUS.E.

Per conoscere meglio l’Agenda 2030 consigliamo il sito di AsviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile: www.asvis.it. Ci sono anche 17 puntate per bambini!